Se la calamita si attacca, allora non è acciaio inox. Verità o falso mito da sfatare? Proviamo qui ad approfondire il tema e a chiarire se il “test della calamita” può considerarsi davvero affidabile.
La domanda più generale che possiamo porci è se l’acciaio inox sia un materiale magnetico oppure no. Diciamo subito che una risposta unica non è possibile, perché prima è necessario distinguere tra le diverse tipologie di acciaio inox e fare alcune considerazioni.
Tipologie di Acciaio Inox e Magnetismo
Il magnetismo è un fenomeno naturale attraverso il quale alcuni materiali sono in grado di esercitare una forza di attrazione su altri corpi composti da specifici metalli, come ferro, nichel o cobalto. Questa forza agisce senza contatto diretto, ma si manifesta quando i materiali si trovano abbastanza vicini tra loro. In particolare, l’attrazione agisce alle estremità, in quelli che sono chiamati poli magnetici. L’esempio classico è quello della calamita che attira una graffetta o un chiodo. Ma cosa succede se il metallo in questione è l’acciaio inossidabile?
Gli acciai inossidabili si suddividono principalmente in tre categorie e ciascuna presenta caratteristiche magnetiche distintive, in base alla composizione chimica e alla struttura cristallina.
- Acciai Ferritici (Serie 400, es. AISI 430). Sono acciai che contengono una buona percentuale di cromo e presentano una struttura cristallina cubica a corpo centrato che li rende intrinsecamente magnetici. Non a caso sono spesso utilizzati in applicazioni dove il magnetismo è apprezzato, ad esempio in elettrodomestici e rivestimenti architettonici.
- Acciai Martensitici (es. AISI 410, 420, 440,431). Questi acciai contengono una maggior quantità di carbonio rispetto alle altre famiglie, al fine di aumentare la durezza. Come gli acciai ferritici hanno una struttura cristallina a reticolo cubico a corpo centrato che li rende magnetici.
- Acciai Austenitici (Serie 300, es. acciaio AISI 304 e 316). Questi acciai, noti per la loro resistenza alla corrosione, contengono un’alta percentuale di cromo e nichel che stabilizzano la fase austenitica anche a temperatura ambiente. Allo stato ricotto, presentano una struttura cristallina cubica a facce centrate (FCC) che li rende generalmente amagnetici. Questa struttura, infatti, non permette l’allineamento degli spin elettronici e la generazione del campo magnetico.
AISI 304 e AISI 316: sono davvero amagnetici?
È opinione comune che gli acciai inossidabili della serie 300, in particolare quelli più noti – AISI 304 e AISI 316 – siano amagnetici e che pertanto non siano attratti da una calamita. Abbiamo visto che allo stato ricotto, cioè non lavorato a freddo, hanno una struttura che li rende amagnetici. Tuttavia, utilizzare il test della calamita per verificare che si tratti di un acciaio austenitico può risultare fuorviante.
Se l’acciaio inox 304 o 316 viene sottoposto a lavorazioni a freddo, ad esempio laminazione, trafilatura o calandratura, assume un leggero magnetismo che lo renderà positivo al test della calamita. Le deformazioni a freddo causate dalle lavorazioni meccaniche portano, infatti, alla formazione di zone con struttura martensitica o ferritica che aumentano la permeabilità magnetica del materiale.
È importante sottolineare che si tratta di un fenomeno superficiale, che non altera le proprietà del metallo e in particolare la sua resistenza alla corrosione. In sintesi, anche un acciaio austenitico di alta qualità può risultare magnetico a causa delle lavorazioni subite. Di conseguenza possiamo concludere che il test della calamita non può essere considerato un metodo affidabile per determinare la qualità o la composizione dell’acciaio inox.
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